Quali sono le professioni più richieste? Ecco cosa dicono le ultime indagini di mercato

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Quali sono le professioni più richieste? Può sembrare una domanda molto semplice, in realtà la risposta è abbastanza complessa è può cambiare in base al periodo, all’evoluzione del mercato del lavoro e a moltissimi altri fattori. A cercare di dare una risposta esaustiva ci ha pensato una recente indagine condotta da Unioncamere e ANPAL – Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

Ovviamente, tra le professioni più richieste ci sono quelle che necessitano di una preparazione accademica e dunque di una laurea. Dall’indagine ne sono emerse ben quattro: economisti, matematici, ingegneri e traduttori. Sono queste le quattro categorie di laureati più richieste dalle imprese ed emerse durante l’analisi del sistema informativo Excelsior, condotta sia da ANPAL che da Unioncamere per quanto riguarda le assunzioni nel periodo che va da luglio a settembre 2017.

Su 969 mila posti di lavoro disponibili, le professioni più richieste appena elencate e dunque la laurea, sono fondamentali nel 12,3 per cento dei casi, soprattutto nella regione Lombardia. Per il 34,4 per cento delle posizioni lavorative aperte, però, la ricerca del titolo di studio giusto sarà difficile: nel 17,8 per cento dei casi, infatti, mancano le candidature, mentre nel 14,8 per cento dei casi i titoli di studio universitari risultano inadeguati. Per quanto riguarda i diplomati, per gli indirizzi industriali e artigianali l’offerta è pari al 41,5 per cento, per gli informatici e i diplomati in telecomunicazioni è del 44,9 per cento.

A fare la differenze nelle professioni più richieste, però, è anche l’esperienza. Proprio per i laureati, infatti, conta nel 79,6 per cento dei casi rispetto alla media pari al 67 per cento. Inoltre, rientrano anche le competenze maturate come fattore predominante nella scelta dei candidati. Infine, la capacità di utilizzare internet e le nuove tecnologie, è richiesta ad almeno quattro laureati su cinque, mentre la capacità di problem solving conta per il 50 per cento dei casi.

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