Infermiera salva gatto randagio: licenziata in tronco

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È successo a Bari: un’infermiera ha salvato un piccolo gatto randagio dalla strada, che si trovava dentro uno scatolone, malnutrito e deperito, trasportandolo sul pullman che guidava per portare alcuni anziani pazienti malati di Alzheimer. L’infermiera, 43 anni, era assunta con un contratto a tempo indeterminato. Questa storia è stata resa nota dal portale dabitonto.com.

Il fatto risale ormai ad alcuni mesi fa: l’infermiera era stata chiamata nel centro della struttura per via di una riunione. La donna, prima di raggiungere il centro, ha trovato un piccolo gatto randagio abbandonato in una scatola e ha deciso di portarlo all’interno dell’edificio: una volta dentro, la vice coordinatrice le ha intimato di riportare il gatto dove lo aveva trovato, cosa che l’infermiera successivamente fece senza creare polemica. non volendo rischiare che lo investissero o che lei stessa ricevesse un’accusa per omissione di soccorso di animali, si è assicurata di riporlo nella scatola in cui lo aveva trovato. I pazienti nel pullman, però, hanno insistito affinché lo portasse sul mezzo.

Una della pazienti, durante il tragitto, a insistito per tenere il gattino e, una volta raggiunta la sua abitazione, si è offerta di farlo tenere a sua nipote. Il richiamo è arrivato direttamente dalla direzione sanitaria della cooperativa per la quale l’infermiera lavora, prima tramite sospensione e poi come licenziamento vero e proprio. La struttura ha evidenziato un comportamento grave e il potenziale pericolo nei confronti dei pazienti: il 30 maggio scorso la cooperativa le ha comunicato il licenziamento. Ora la donna, che si occupa della madre di 84 anni, non ha più un lavoro, ma non si arrende. Come lei stessa ha confermato: “Lotterò per avere quello che mi spetta, sono pronta ad andare fino in fondo a questa questione, davvero assurda. Se lo rifarei? Assolutamente sì“.

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